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[30/10] JOHN WATERS – THE POPE OF TRASH

CINECLUB DOMENICA UNCUT

DOMENICA 30 OTTOBRE

Orari proiezioni:

Ore 18:30
POLYESTER (J.Waters, 1981)        

Ore 20:45
FEMALE TROUBLE (J.Waters, 1974)
[VO sott. in italiano]

Ore 22:30
PINK FLAMINGOS (J.Waters, 1972)
[VO sott. in italiano]

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CINECLUB DOMENICA UNCUT
Presso:
TWIGGY CLUB
Via de Cristoforis n.5 Varese.

PROIEZIONE GRATUITA

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POLYESTER

Polyester non è – come molti hanno evidenziato – lo spartiacque tra il periodo punk e quello più “addomesticato” del grande regista di Baltimora. Waters comprende ormai che gli oltraggi (visivamente) violenti al perbenismo americano rischierebbero di apparire datati ed infantili, rendendo quindi sterile qualsiasi attacco alla contemporanea società moralista, da sempre suo prediletto obiettivo satirico. Il disagio di una realtà sociale zeppa di amare contraddizioni passa attraverso una confezione colorata e familiare, kitsch ma convenzionale, che nasconde al suo interno messaggi ben più profondi e pessimisti dei precedenti titoli: l’adulterio è umiliazione per la persona abbandonata, la scuola è un ritrovo per ragazzi disadattati, il lifting sovrasta gli affetti e probabilmente solo metabolizzare con determinazione le proprie debolezze potrà rimettere in ordine le nostre esistenze.

L’happy end non è garantito, ma una sana spruzzata di profumato spray per ambienti non potrà che illuderci di un domani diverso, forse persino migliore.
(Estratto della recensione di Jacopo Coccia pubblicata da Bizzarro Cinema)

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FEMALE TROUBLE

Dawn Davenport (Divine), ragazza scappata dai genitori il giorno di Natale (buttando addosso alla madre l’albero impallinato) e datasi alla malavita per poter tirare a campare. Tra furtarelli e numerose vendite del suo enorme corpo, Dawn sarà anche violentata da un ubriacone violento e lurido (sempre lo stesso Divine nei panni dello sciatto Earl). Finita in uno strano giro dove la violenza diventa una vera e propria forma d’arte e lei ne è la musa ispiratrice, sarà infine rinchiusa in galera e condannata alla pena di morte.
Come sempre l’esile trama è solo il pretesto per aprire a Waters le porte di un mondo surreal-porno-kitsch dove far vivere i suoi personaggi contenitori di ogni tipo d’eccesso. Qui la vita criminale diventa quasi un percorso artistico coronato naturalmente dalla condanna a morte vista come il massimo riconoscimento di una vita concessa totalmente al crimine (una sorta di Oscar alla carriera). Costellato come sempre da scene culto al limite dell’accettabile (e spesso questo limite Waters lo supera con la sua straordinaria ironia), “Female trouble” contiene addirittura la prima (e sinora ultima) scena di auto-violenza sessuale.

(Recensione di Matteo Contin pubblicata da Pellicola Scaduta )

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PINK FLAMINGOS
“Divine è un’enorme donnone famosa a Baltimora per essere la persona più disgustosa del mondo. Oltre che all’improponibile look, Divine estende il suo essere disgustosa in tutto ciò che fa: si pulisce le terga in pubblico, ha frequenti rapporti orali col figlio, mangia merda di cane, usa un linguaggio non certo all’acqua di rose, insomma, un personaggio che di certo non vorrete incontrare. La sua umile dimora è una roulotte dove convive con la sua famiglia di freaks: la madre (che vive come una neonata all’interno di un box) è innamorata perdutamente dell’uomo delle uova e il figlio si eccita se durante l’amplesso decapita galline sul corpo della ragazza. La vita a Baltimora scorre quindi tranquilla, con il suo solito disgustoso scandire del tempo. I coniugi Marble invece rapiscono ragazze avvenenti e le rinchiudono nello scantinato dopo averle messe incinta. Una volta che le ragazze hanno partorito le uccidono e vendono il bambino a giovani coppie di lesbiche. Naturalmente i Marble hanno un solo pensiero in mente: diventare le persone più disgustose del Pianeta. La lotta tra Divine e i Marble è iniziata.
“Fenicotteri rosa” è il punto più elevato della filmografia giovanile di John Waters. Qui vi concentra tutti gli elementi che caratterizzavano i suoi primi film, definendoli soprattutto dal punto di vista della critica sociale. In un mondo dove la bellezza patinata delle riviste fa da padrona, Waters costruisce un vero e proprio elogio alla schifezza, dove il luridume e la spazzatura sembrano essere il solo modo di vivere in un mondo che non fa altro che sfornare rifiuti. E nella tranquillità borghese si muovono maniaci e pervertiti, pronti ad aprire i loro impermeabili davanti a studentesse in apparenza innocenti ma che, nel mondo di Waters, nasconderanno certamente qualche piccola perversione.”

“Fenicotteri rosa” non è solo un cult-movie: è un capolavoro del cinema, non quello di nicchia, non quello underground: quello con la C maiuscola.”

(Recensione di Matteo Contin pubblicata da Pellicola Scaduta )

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Proiezione ANTROPOPHAGUS + BUIO OMEGA di Joe D’Amato

DOMENICA 23 OTTOBRE

Orari proiezioni:

Ore 18:30

ANTROPOPHAGUS di Joe D’Amato, 1980.

Ore 21:00

BUIO OMEGA di Joe D’Amato, 1979.

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CINECLUB DOMENICA UNCUT
Presso:
TWIGGY CLUB
Via de Cristoforis n.5 Varese.

PROIEZIONE GRATUITA

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ANTROPOPHAGUS

Antropophagus è un ottimo film, ma ovviamente non è per tutti i palati, soprattutto a causa. della violenza di alcune scene che, come già detto, risultano shockanti e possono turbare facilmente le persone più suggestionabili.
Consiglio vivamente la visione a tutti gli amanti dei film horror, più propriamente splatter, e agli amanti dei film poco costosi ma di impatto notevole, con una storia ben costruita e che sappia trasmettere vere emozioni.
(Fonte: occhirossi.it)

Critiche
Per la rivista Spaghetti Nightmares il film è «Uno dei simboli del gore all’italiana». La rivista Delirium lo definisce «Un film che offre alcuni dei momenti più disgustosi nella storia del cinema».
Nocturno definisce Antropophagus «un film controverso nel panorama horror italiano di quegli anni. A metà strada tra il cinema cialtrone di Bruno Mattei e quello più sofisticato di Lucio Fulci, chiaramente influenzato dalla politica del body count di certo slasher americano ma anche dalla visceralità del genere cannibalico di Ruggero Deodato e co., Antropophagus resta ancora oggi pellicola di difficile collocazione e indubbio interesse».

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BUIO OMEGA

Predecessore malsano e riuscito, a firma dell’inimitabile Massaccessi, del più noto Nekromantik (1987), opera cult del regista tedesco Jorg Buttgereit.

“Film anomalo nell’intera cinematografia del regista romano, pervaso com’è da una macabra poesia sospesa tra romanticismo ed ossessione, mai più egagliata – nè tantomeno suggerita – in alcun titolo della sua sterminata produzione. Un lavoro coraggioso ed estremo già per il periodo d’uscita in sala, (dove peraltro venne inaspettatamente ignorato dal pubblico). Necrofilia, cannibalismo, sequenze gore a base di interiora rappresentano solo la confezione di un prodotto ben più complesso che in apparenza: da un lato un apologo passionale e viscerale dell’amore impossibile, tanto agognato e rincorso dal protagonista (un discretamente bravo Kieran Canter), dalla parte opposta il feticismo morboso ed ossessivo della dell’apparenza, cui sarà vittima l’imbalsamatore come la governante interpretata Franca Stoppi. L’inquietante figura di Iris costituisce, insieme alle musiche eccellenti dei Goblin, il vero valore aggiunto dell’intera operazione: la storia sfugge abbondantemente dai confini dell’horror-thriller erotico degli anni ‘70 nè tantomeno si omologa a quello plastico del decennio a venire.
Un caso unico, forse irripetuto, di contaminazione “irresponsabile” del genere. Una sorta di guanto di sfida alla censura (come concetto assoluto) ed all’appiattimento paratelevisivo, fenomeno quest’ultimo che di lì a poco avrebbe cancellato inesorabilmente il futuro del cinema horror Italiano.”
(Estatto della recensione pubblicata da Fascination Cinema)


[9/10] Proiezione HAUSU ハウス + JIGOKU 地獄

DOMENICA 9 OTTOBRE

Orari proiezioni:

Ore 18:30

HAUSU (ハウス) di Nobuhiko Obayashi, 1977.
(VO sott. in italiano)

Ore 21:00

JIGOKU (地獄) di Nobuo Nakagawa, 1960.
(VO sott. in italiano)

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CINECLUB DOMENICA UNCUT
Presso:
TWIGGY CLUB
Via de Cristoforis n.5 Varese.

PROIEZIONE GRATUITA

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HAUSU


“Il film di Obayashi è pura follia lisergica che disorienta completamente lo spettatore sommergendolo letteralmente di colori, effetti speciali, soluzioni visive deliranti e tanta, tantissima pop-art.”

“Produzione giapponese del 1977, “Hausu” è una hippie-horror-comedy in cui, fra tonalità sgargianti, scenografie surreali ed improvvise impennate slapstick , si concatenano una serie di eventi pazzeschi che non concedono spazio alla logica e generano un viaggio psichedelico, a tratti, realmente sbalorditivo.”

“Grandissima varietà di tecniche visive ( stop-motion , ralenty , movimenti stroboscopici, velocizzazioni esasperate, saturazione dei colori, bianco e nero sgranato e chi più ne più ne metta…), tagli improvvisi da spot pubblicitario (non a caso Obayashi è stato un quotato regista di commerciali per la tv), sfumature romantiche e melense (ironiche) esasperazioni. Tutto questo, e molto di più, è “Hausu” che dimostra di anticipare incredibilmente i tempi proponendo, senza remora alcuna, innovazioni visive accostate a pura follia creativa.”

(Estratti dalla recensione pubblicata da  www.alexvisani.com)

 

 

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JIGOKU

L’Inferno secondo Nakagawa: una discesa agli inferi tra allucinazione e sogno in una sperimentazione visiva senza precedenti, dove colori ed effetti speciali si fondono in un’unica tavolozza.

“Jigoku (o Hell, altrimenti noto come The Sinners of Hell) è una delle punte di diamante della produzione di Nakagawa Nobuo, maestro dell’horror giapponese. Abbandonando il territorio dei racconti tradizionali di fantasmi, Nakagawa amplia il suo sguardo e costruisce una storia altamente allegorica che mescola con coerenza i bassi istinti di sopravvivenza dell’uomo, le convenzioni sociali, le falsità di facciata e, su tutti, un incombente e ineluttabile senso della vendetta.

“Capolavoro di macabro pessimismo, Jigoku conquista con la sua forza evocativa e il suo oltranzismo trascendentale.
Nello stesso anno di Psycho, e ben prima di Hershell Gordon Lewis (il pur divertente ma raffazzonato Blood Feast è del 1963), Nakagawa Nobuo innesca un meccanismo filmico agghiacciante e al contempo disturbante, eccessivo, stordente, puntando su scene scioccanti ai limiti del gore tutt’altro che fini a se stesse, e anzi in grado di scardinare la razionalità di sequenze causali e temporali: un inabissamento nelle spire della colpa e dell’espiazione che non concede spiragli di fuga – se non nel dolore.”

(Estratti della recensione di Stefano Locati pubblicati da  www.asiaexpress.it)

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Alejandro Jodorowsky

CINECLUB DOMENICA UNCUT

Domenica 2 Ottobre

Orari proiezioni:

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Ore 18:30

EL TOPO

di A. Jodorowsky

1970

(VO sott. in italiano)

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Ore 21:30

LA MONTAGNA SACRA

di A. Jodorowsky

1973

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CINECLUB DOMENICA UNCUT

Presso:

TWIGGY CLUB

Via de Cristoforis n. 5.Varese.

PROIEZIONE GRATUITA

www.twiggyclub.com

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EL TOPO

“Considerata una pellicola culto dalla schiera dei weird seekers, attenti spettatori della fascia del “midnight movie”, El Topo è il primo western surrealista. Immaginate un mix composto di elementi Buñueliani, di eco provenienti dallo spaghetti western di Leone, il tutto intriso di spiritualismo New Age, riletture cristologiche e accenti politici. E’ molto pericoloso (e forse dannoso )forzare la lettura dei simboli proposti da Jodorowsky, dal momento che la personalissima sensibilità artistica del regista rimane per lo più ermetica. Si può tentare di dare spiegazioni e si rischia di forzarne i contenuti.

“Sembra che Jodorowsky, durante le riprese, indossasse delle mutande che gli lasciavano scoperto l’ano e parte del pene, in modo che questo ampliasse la sua visione creativa.”

“Se siete illuminati, El Topo sarà per voi un grande film. Se non lo capirete è perché siete degli stronzi limitati” (A.Jodorowsky)

(Estratto della recensione pubblicata da eXXagon’s reXtricted)

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LA MONTAGNA SACRA 

“Per digerire La Montagna Sacra bisogna essere dell’idea che l’immagine, nel cinema, sia tutto e che basti da sola a giustificare se stessa, senza bisogno di impalcature narrative o contenutistiche a sostegno. Perché la potenza visiva del film in esame, sovrasta e annebbia tutto, rischiando di lasciare per strada – irritato e confuso – chi, dal cinema, cerca altro.”

“Esplode Jodorowsky, le visioni gli sfuggono di mano e invadono il suo film, senza freni né inibizioni di sorta tutto diventa psichedelico, baracconesco e allucinatorio in un tripudio di trovate eccentriche e frastornanti. L’immagine è regina incontrastata: molto elaborata eppure fortemente istintiva, magniloquente ma non plasticosa, affascinante e mai bella o perfetta; a lei tutto è concesso, a lei tutto è asservito. Il resto del film si divide tra critica sociale e un misticismo simbolico difficile da afferrare, ma non cercate di mettere assieme i pezzi per venire a capo dell’enigma. Non è questo l’importante: ne La Montagna Sacra, come il fulmine precede il tuono, la visone precede il senso e il significato. Se ancora non l’avete capito, quello di Jodorowsky, è un cinema soprattutto “da vedere”, da metabolizzare prima con le pupille e poi, forse, con il cervello… ma senza insistere troppo.”
(Estratto della recensione di Daniele Silipo pubblicata da Bizzarro Cinema)

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Video : Presentazione TROLL 2 a cura di A. Lanza.


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