Domenica 12 Dicembre


CINECLUB DOMENICA UNCUT

12 Dicembre 2010

Orari proiezioni:

Ore 18:30 THE DEVIL AND DANIEL JOHNSTON [Doc. su D. Johnston]

di Jeff Feuerzeig, 2005.
(V.O. sottotitolano in italiano)

Ore 21:30 WHAT WE DO IS SECRET [Il film dei germs]

di Rodger Grossman, 2007.
(V.O. sottotitolano in italiano)

***

Presso TWIGGY CLUB Via De Cristoforis n.5 Varese.

INGRESSO GRATUITO

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THE DEVIL AND DANIEL JOHNSTON

“Ciao. Sono il fantasma di Daniel Johnston. Molti anni fa vivevo ad Austin in Texas e lavoravo da McDonald. È un onore e un privilegio parlare con voi oggi per raccontarvi della mia situazione e dell’altro mondo. Credo in Dio e anche nel diavolo. Il diavolo esiste sicuramente e sa come mi chiamo.”

Comincia così il documentario multipremiato di Jeff Feuerzeig del 2005, The Devil and Daniel Johnston. Feuerzeig racconta la vita dell’affascinante folle Daniel, con una ricchezza di documenti visivi (registrati dalla famiglia, dall’entourage, dallo stesso Daniel), musicassette, dipinti, testimonianze di familiari, altri musicisti del giro di Austin e poi di New York), che dissipa tutti i dubbi e le mezze verità che negli anni si sono accumulate sul cantante, pianista, compositore, vignettista, una leggenda vivente.

Il film unisce materiali audiovisivi di diverse provenienze, performance, home-movies e una grande quantità di registrazioni audio, con cui si ricostruiscono le tappe più importanti della vita di Daniel Johnston. Ora, a quarant’anni [errata: a circa cinquant’anni], Johnston è diventato anche un prolifico artista e la sua arte ha ottenuto riconoscimenti importanti esponendo in tutto il mondo. Ha, inoltre, registrato più di dieci album e tra i suoi estimatori si contano anche musicisti famosi come Kurt Cobain (che spesso indossava T-shirt di Daniel Johnston) i Sonic Youth, Mike Watt, bassista dei Minutement/FIREHOUSE, David Bowie, Tom Waits, The Flaming Lips.”

Daniel Johnston è stato una leggenda vivente, noto direttamente a pochi fortunati che riuscivano a mettere le mani sulle sue cassette auto-prodotte. La sua fama è venuta crescendo negli anni, nonostante i due arresti nel 1986 e nel 1988 che ne hanno interrotto la carriera e la malattia mentale che ne ha sempre limitato la lucidità, fino a giungere all’orecchio dell’onnipresente Kramer, che lo ha aiutato a registrare il disco che lo ha rivelato nel 1990. [Mark Kramer, musicista, chitarrista, autore di decine di dischi straordinari a suo nome, scopritore di talenti, ebbe un ruolo di primo piano con l’etichetta “Shimmy-Disc” alla fine degli anni Ottanta per la quale incisero musicisti come Eugene Chadbourne, lo stesso Jad Fair, degli Half Japanase, Dogbowl, ecc.]. Il nonsense è per lui, sincero primitivista, motivo di vita prima ancora che di arte.”

“Era disconesso dalla realtà, o qualcosa del genere. ‘Caccia via Satana!’, ‘Caccia via Satana!’, la fase euforica della psicosi maniaco-depressiva é essenzialmente l’opposto della fase di depressione. Il paziente descrive il suo umore come al massimo, allegro, e dice: ‘Non mi sono mai sentito meglio nella mia vita’. Se contraddetto mostra eccessiva irritabilità e rabbia. E’ iperattivo e oltremodo loquace. Le idee gli sopraggiungono così velocemente che salta da un argomento a un altro. La distraibilità é una caratteristica comune. Molti maniaco-depressivi parlano in rima, o per ore fanno giochi di parole. Spesso esprimono manie di grandezza. La loro capacità di giudizio é così scarsa che possono sperperare una fortuna, firmare assegni a vuoto, o fare abuso di alcool. Il loro desiderio sessuale accresciuto, abbinato alla scarsa capacità di giudizio, può portare a scappatelle, alla contrazione di malattie veneree… Il paziente con bizzarre manifestazioni può decorarsi con medaglie, bottoni, piume, spille o stracci. Può essere rumoroso e sguaiato. Può provocarsi delle ferite. In tal caso non presterà attenzione alla ferita. Dorme poco e non ha un ritmo di vita costante. Solitamente é troppo impegnato per preoccuparsi di mangiare. Tali fattori e l’iperattività portano ad una perdita di peso. In casi estremi di eccitazione maniacale, il paziente può essere così attivo ed eccitabile da parlare incoerentemente ed essere disorientato… Le allucinazioni supportano le manie di grandezza.” [Testimonianza di Brian Beatty, il grande amico di Daniel]

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WHAT WE DO IS SECRET 

Forse non tutti conoscono i Germs. Escludendo infatti chi aveva 20 anni nel 1979, oggi non in molti si ricordano di quel gruppo, che invece fu considerato nella west coast americana alla stregua dei Sex Pistols in Inghilterra o dei Ramones nella east coast: i padri fondatori della scena punk. What We Do Is a Secret fu il titolo di uno dei loro brani più famosi, e oggi è il titolo del film che racconta la loro ascesa e il loro improvviso declino. I Germs ruotavano intorno alla clamorosa personalità del loro leader, Darby Crash, fanatico nietzschiano con tendenze fasciste che a diciannove anni fissò un piano quinquennale per raggiungere il successo e poi stupire il mondo. In realtà impiegò meno di quattro anni per comporre uno straordinario album come (GI) e poi suicidarsi ignorato dai media, lo stesso giorno della morte di John Lennon.

Una storia, quella di Crash e dei suoi Germs, che sembra fatta apposta per essere fissata su pellicola. E infatti il regista esordiente Rodger Grossman ha iniziato a lavorare sul progetto già dalla fine dello scorso decennio, raccogliendo un’esorbitante quantità di dati sulla band. Tutto questo lavoro di ricerca emerge chiaramente nella prima parte del film, che sembra più un rockumentary piuttosto che un biopic, colmo di interviste, live e racconti su quanto succedeva intorno alla band. Ma tutto serve a preparare la seconda parte, che cambia registro insistendo sulla vita maledetta di un personaggio fuori dagli schemi. E così, tra un concerto, una rissa e una dose di eroina, si arriva al tragico, straziante finale.

Curiosità: Pat Smear, il chitarrista della band, ritroverà il successo negli anni Novanta, quando prima si unirà con i Nirvana per le ultime esibizioni prima della morte di Cobain, poi fonderà i Foo Fighters insieme a Dave Grohl. Nel 2005 ha poi riformato i Germs, scegliendo come voce proprio quel Shane West che, due anni dopo, sarà protagonista di What We Do Is a Secret. (recensione di Alberto Brumana, da hideout.it)

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5 Risposte

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