DOMENICA 9 GENNAIO


CINECLUB DOMENICA UNCUT

DOMENICA 9 GENNAIO 2011

IL CINEMA DI ALEXEI BALABANOV

Orari proiezioni:

Ore 18:30 OF FREAKS AND MEN

(Alexei Balabanov, 1998.)

Ore 21:00 ZAMOK

(Alexei Balabanov, 1994.)

***

Presso TWIGGY CLUB Via De Cristoforis n.5 Varese.

Proiezione gratuita. Ingresso con tessera arci.

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OF FREAKS AND MEN

“Nel 1998 Aleksei Balabanov tira fuori dal cilindro questo capolavoro di perversione surreale. Lo ambienta in una S.pietroburgo tetra, desolata e vittima delle invenzioni tecnologiche che sovrastano l’umanità all’alba del nuovo secolo. Per la città sfrecciano tronfi i primi tram elettrici, le acque della Neva sono solcate da veloci battelli a vapore, mentre spaventose locomotive si preparano ad assaltare il mondo esterno. Il tramonto del pensiero positivista, sembra coincidere col tramonto dell’occidente. Le speranze dell’umanità di piegare la realtà per dominarla e asservirla ai propri bisogni, vengono disattese proprio dalle innovazioni che più dovevano celebrarla.
Ma è in arrivo il cinema, l’arte fotografica già non interessa più.
L’ingegner radlov, simbolo delle superate teorie positiviste, nel suo retaggio idealistico, è convinto che il cinema diverrà la vera forma d’arte che finalmente svelerà la “verità” al popolo. E il cinema arriva! E cade nelle mani di Viktor Ivanovich.
Attraverso le musiche di Tchaikovsky, Prokofiev e Mussorgsky, Aleksei Balabanov ci racconta il suo grottesco punto di vista sul ‘900, imprigionando il film in un giallo seppia che toglie ogni speranza all’uomo. I personaggi del film hanno tutti qualcosa da nascondere, in ogni famiglia c’è un mostro incatenato che è pronto a mangiarti l’anima. La rivoluzione sociale non avviene nelle strade, ma nelle case, l’upper class viene schiavizzata dalla lower class, l’eccitazione sessuale, tenuta sopita dalle regole del bon ton dell’alta borghesia russa, diviene un’arma di riscatto per il popolo.
Tutto questo e altro ancora lo vedrete in questo pastiche che cita il cinema muto, con una regia attenta a cogliere le mirabolanti espressioni di un cast quanto mai azzeccato, e il grande romanzo russo di fine ‘800.”
(Estratto della recensione di nickmattel pubblicata da asianworld)

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ZAMOK

K., ricevuto l’incarico di agrimensore, giunge al villaggio ai piedi del Castello governato dal Conte e dai suoi sfuggenti emissari. Ma ogni tentativo di dare un senso alla sua chiamata si frammenta in un labirinto di domande senza risposta.
l castello (Замок) è il primo adattamento cinematografico russo del romanzo incompiuto di Kafka.
Balabanov riesce a preservare la struttura del romanzo valorizzandolo al tempo stesso con elementi genuinamente balabanoviani; dall’ambientazione estremamente accurata alla notevole attenzione ai costumi, ma soprattutto per il ruolo essenziale affidato all’onnipresente commento musicale – composto da Sergei Kuryokhin – materia sonora irregolare, quasi concreta che irrompe direttamente nello spazio della narrazione, preludio allo scambio enarmonico della parte conclusiva del film, dove il regista si spinge sino alla scrittura del finale dove la burocrazia si segmenta in desiderio e la macchina burocratica non cessa di godere di se stessa.
(Estratto della recensione di bowman pubblicata da asianworld)

 

 

 

 

 

 

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