Domenica 16 Gennaio


CINECLUB DOMENICA UNCUT

Domenica 16 gennaio

Orari proiezioni:

Ore 18:30 BANGKOK LOCO

(Pornchai Hongrattanaporn,THAI, 2004)

[V.O. sottotitolato in italiano]

*** 

Ore 21:00 THE SHONEN MERIKENSACK

(Kankurô Kudô,JAPAN, 2008)

[V.O. sottotitolato in italiano]

***

Presso TWIGGY CLUB Via De Cristoforis n.5 Varese.

Proiezione gratuita. Ingresso con tessera arci.

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BANGKOK LOCO

“Un film che tutti i batteristi devono imparare a memoria.”

“Dissacrante, irriverente, folle, irresistibile. Il cinema thailandese può partire anche da qui. Bangkok Loco ben riassume l’essenza del cinema locale, fondendo un certo nazionalismo e una visione sentita del proprio passato, alla classica follia arcobalenica e cromatica, e all’ironia che scivola dalla geniale/surreale a quella di grana grossa spesso presente in film del genere.
Un film geniale fin dai titoli di testa che ricordano quelli del Delicatessen di Jeunet & Caro, prosegue con assoli di batteria che si trasformano in massacri da macelleria a colpi di mannaia, fughe in mezzo a ragazze in bikini che lavano le automobili e gemelle siamesi in divisa che raccolgono escrementi dalla strada. La storia prosegue su due binari, il primo è quello della contemporaneità l’altro quello che racconta il passato dei due protagonisti, quando da bambini furono mandati in un tempio ad imparare l’arte della batteria divina al fine di combattere ogni 10 anni nella sfida tra il batterista di Dio e quello del Maligno. Il flashback che unisce le due transizioni temporali ha del geniale; le immagini del flashback sono proiettate come un fascio luminoso su uno schermo e sparate dagli occhi del protagonista.”
(Estratti della recensione di CZ pubbblicata su Asian Feast)

 

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THE SHONEN MERIKENSACK

“Tra demenzialità e satira, il regista Kankurô Kudô omaggia il punk old school con un musicale dai toni deliranti.”
(Nocturno Cinema)

“Una commedia scanzonata sul mito del rock che non può invecchiare, neanche per raggiunti limiti d’età. Kanna è una ragazza volenterosa ma svampita che lavora per un’etichetta discografica. Il suo impegno è lodevole, eppure combina un pasticcio dietro l’altro, tanto che il suo capo le dà un ultimatum: o porta a compimento un’ultima missione, o sarà costretto a licenziarla. Si tratta di contattare un gruppo punk intravisto in internet per convincerlo a fare un tour promozionale sotto la loro ala protettrice. Kanna si mette alla ricerca dei membri del gruppo, solo per scoprire che sono ormai attempati uomini di mezza età con un po’ di pancetta e il fiato corto. I Shonen Marikensack, questo il nome del gruppo, erano attivi oltre vant’anni prima e il video risale a quell’epoca! Kanna però non si arrende, decisa a non far sfumare anche questa opportunità. Con testardaggine riesce a convincere tutti i membri, ormai dispersi e presi dalle loro crisi esistenziali, a riunirsi per partire all’avventura. Il primo concerto sarà comprensibilmente un shock: gli spettatori inviperiti irridono questa combriccola di vecchietti senza pudore. Ma non è importante. Punk non è esattamente sovversione irriverente delle regole?
Kudo Kankuro, regista del delirante Yaji and Kita: The Midnight Pilgrims/Mayonaka no Yaji-san Kita-san (2005), reprise in chiave farsesca di personaggi classici appartenenti già al cinema muto, è soprattutto lo sceneggiatore di film giovanilistici e sferzanti come Go (2001), Ping Pong (2002), Iden & Tity (2003), Drugstore Girl (2003), 69 (2004) o Zebraman (2004). Ancora più significativo, è il chitarrista della rock band Group Tamashi, insieme all’attore Abe Sadao (alla voce) e ad altri membri dell’industria dell’intrattenimento. Difficile pensare a un mix più adatto per unire demenzialità, spirito old school, spleen esistenziale e gioia di vivere, a qualsiasi costo. Il risultato è dirompente. Vero, tutti gli elementi sono perfettamente noti (convincere il gruppo a riunirsi, fargli affrontare l’avversione del pubblico, e così via). Anche le corde che si vuole andare a toccare sono subito evidenti. Eppure Shonen Marikensack (o Brass Knuckle Boys , traduzione del significato del nome del gruppo) entra subito nello stomaco e tritura qualsiasi remora. Un po’ perché tutti gli attori non si pongono freni, a partire dalla simpatica Miyazaki Aoi, meno rigida del solito, e dal bravissimo Sato Koichi. E un po’ perché lo spirito che sprizza tra le banalità messe in conto è senza alcun dubbio quello sudato, marcio e imbecille del no future.”
(recensione di Stefano locati pubbblicata da asia express)

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