DOMENICA 30 GENNAIO


CINECLUB DOMENICA UNCUT

DOMENICA 30 GENNAIO

Orari proiezioni:

Ore 18:30

FUNERAL PARADE OF ROSES

Bara no sôretsu di Toshio Matsumoto, 1969.

(V.O. sottotitolato in italiano)

***

ORE 21:00

PASTORAL – TO DIE IN THE COUNTRY

Den-en ni shisu di Shuji.Terayama, 1974.

(V.O. sottotitolato in italiano)

***

Presso TWIGGY CLUB Via De Cristoforis n.5 Varese.

Proiezione gratuita, Ingresso con tessera arci.

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FUNERAL PARADE OF ROSES

Uno dei film preferiti da Stanley Kubrick (a cui si è dichiaratamente ispirato in Clockwork Orange) e probabilmente anche uno dei migliori film mai fatti. Realizzato nel 1969 il film è tanto fresco e straordinario oggigiorno quanto assolutamente innovativo per quei tempi. Ambientato in un ambiente “gay” questo è un film su delle persone, su quello che fanno e che sentono, il fatto che siano dei travestiti appare irrilevante. Sono persone vere in un mondo vero che sembrano agire oggi anzichè nel tempo in cui il film venne fatto. Grande merito alla splendida fotografia in bianco e nero di Tatsuo Suzuki, che usando le tecniche disponibili in quegli anni, ci regala un film senza tempo e luogo, sempre attuale. Interviste al cast, inserite nel mezzo delle scene, cambi di tono e stile, improvvisi scoppi di violenza, il tutto miscelato per raccontare una storia universale di ricerca delle identità. Un film imperdibile per gli amanti del cinema.
(Recensione di mikeattacks pubblicata da asianworld.it)

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PASTORAL – TO DIE IN THE COUNTRY

È una vera gioia per gli occhi poter godere del campionario di bizzarrie e stravaganze partorite dalla fervida mente geniale di Terayama, il quale non perde certo occasione di sfruttare le potenzialità che il mezzo cinematografico gli mette a disposizione per produrre delle sollecitazioni piuttosto forti nei confronti del pubblico e, non di meno, per liberare, una volta di più, il suo spirito anticonformista e trasgressivo.
A tratti sembra di assistere ad un incontro virtuale tra lo Jodorowsky più visionario ed il Fellini più grottesco e sognatore (emblematiche le scene del circo), il tutto virato attraverso una sensibilità profondamente e squisitamente giapponese.

Donne anziane, bigotte e pettegole, indossano misteriose bende da pirata; una giovane ed innocente donna reietta abbandona alle acque del fiume il proprio bambino, per poi riapparire più avanti nel film nelle vesti di una elegante e raffinata prostituta d’alto bordo; una tonda donna-pallone supplica il proprio marito nano affinchè gonfi con una pompa il proprio corpo-mongolfiera…
Le scene curiose e bizzarre abbondano, scuotono e contribuiscono tutte alla costruzione di una travolgente ed intensa esperienza cinematografica. (Recensione di c4fen01r pubblicata da asianworld.it)

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