[8/APRILE]


Domenica 8 aprile

Ore 18:30
Mais ne nous délivrez pas du mal (Joël Séria, 1971)
(E non liberarci dal male – VO sott. in italiano)

***
Ore 21:30
  Ma come si può uccidere un bambino?  (Narciso Ibáñez Serrador, 1976.)
(¿Quién puede matar a un niño?)

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Presso

KINESIS via carducci N.3

Tradate (Varese)

PROIEZIONE GRATUITA

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Mais ne nous délivrez pas du mal

un film unico nel suo genere, impossibile da etichettare e racchiudere in una categoria precisa, il capolavoro di Séria, Mais ne nous délivrez pas du mal (tradotto come …E non liberarci dal male in Italia, sebbene qui da noi non sia mai uscito nelle sale e tutt’ora si possa reperire al massimo in lingua originale con sottotitoli in inglese)

Per dirla tutta, è probabilissimo che il regista dando vita ad un film come Mais ne nous délivrez pas du mal volesse scioccare quella larga fascia di pubblico benpensante-borghese che nella sua pellicola viene letteralmente fatto a pezzi da Anne e Lore, le due ragazzine protagoniste, con la loro pura innocenza e la loro ribellione che, iniziata come se fosse un gioco per combattere la noia della vita della scialba provincia francese, si conclude inevitabilmente nella tragedia più nera.

Oltre alla fortissima componente anti-religiosa (che spiega ampiamente il perché della censura a Mais ne nous délivrez pas du mal prolungata tutt’oggi in Italia), si trova quanto di più morboso e sgradevole un film possa servire allo spettatore, impatto che la pellicola non perde minimamente nonostante i quarant’anni passati dalla sua pubblicazione.
(Estratto della recensione di Marco Maculotti pubblicata da B-movie Zone)

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Ma come si può uccidere un bambino?

Thomas e sua moglie Evelyn, incinta, si recano per una vacanza a Almanzora, un’isola che lui aveva visitato dodici anni prima. Giunti sull’isola, li attende un panorama irreale: il paesaggio appare deserto, eccezione fatta per un piccolo gruppo di bambini che non comunicano, come se l’isola fosse stata abbandonata di fretta da poco.
Thoma e Evelyn si accorgeranno presto che il villaggio è popolato solo da bambini che una notte si sono svegliati e si sono recati casa per casa massacrando gli adulti.
Riusciranno i due a salvare la loro vita sacrificando quelle dei bambini?

Le prime immagini, quelle più disturbanti, appaiono sui titoli di testa: bambini vittime dell’olocausto nazista, della guerra in Vietnam, delle guerre civili in Africa, mostrati in immagini di repertorio. Le immagini sottolineano la domanda insita nel titolo.
Nello spazio di pochi minuti ci si trova trasportati nella negazione dei luoghi comuni del cinema horror: sull’isola non ci sono rumori di porte che sbattono, persone nascoste nel buio, tuoni e fulmini, ettolitri di sangue, solo un paesaggio assolato, rumori di passi e tanti, tanti bambini silenziosi dallo sguardo curioso e anche timido. Il pericolo sono loro, che una notte hanno iniziato a uccidere gli adulti e ancora non hanno concluso la loro opera.
Riusciranno i due protagonisti a superare il tabù della morte di un bambino per salvare le loro vite?
Film inquietante, dalla tensione costante, dal finale sorprendente e beffardo, che costruisce la tensione più sul non visto che sul dichiarato, che ci catapulta in una situazione da incubo a dispetto del paesaggio tranquillizante, ¿Quién puede matar a un niño? è stato nel tempo oggetto di massacri censori (negli Stati Uniti era circolato alleggerito di una ventina di minuti) e di rifacimenti non ufficiali di scarso, scarsissimo valore.
(Estratto della recensione di Roberto Rippa pubblicata da Rapporto Confidenziale)

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