[29/Aprile] Proiezione RED WHITE & BLUE // WHITE LIGHTNIN’


Domenica Uncut

Domenica 29 Aprile

Ore 18:30

RED WHITE & BLUE di Simon Rumley, Usa 2010.
(V.O. Sott. in italiano)

***
Ore 21:30

WHITE LIGHTNIN’ di Dominic Murphy, UK 2009.
(V.O. Sott. in italiano)

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Presso

KINESIS via carducci N.3

Tradate (Varese)

PROIEZIONI GRATUITE

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RED WHITE & BLUE

Red White Blu è uno di quei film che portano sullo schermo le storie dei tanti disadattati degli Stati Uniti, in modo particolare quelli degli stati del Sud. Il titolo del film non a caso richiama i colori della bandiera USA, ma anche di quelli del Texas, dove si svolge la storia, ed il titolo di una canzone di un gruppo strettamente legato al sud quale i Lynyrd Skynyrd. Erika, Nate e Frankie sono, ognuno a modo loro, degli emarginati. Erika, scappata di casa, che ha rapporti ogni notte con uomini diversi e di cui tiene addirittura un album, quasi fosse un gioco, una collezione, un bisogno, mentre poi si rivelerà altro; Nate è un ex marine, senza arte né parte, trasandato, senza alcun legame, che si affeziona ad Erika per un’affinità che avverte sin da subito; Frankie invece è uno di quelli che cerca di fare il colpo con la propria band, per diventare qualcuno, per poter pagare le cure e l’assistenza alla madre malata, per lasciare il lavoro che odia e lo fa impazzire.

Ma Red White & Blu non è la solita storia degli emarginati del sud: è una storia di rabbia e di vendetta, tutti dentro al film mostrano rabbia e vanno in cerca di vendetta, sono vittime e sono carnecifici, eppure nessuno è innocente. L’incontro di Erika prima con Frankie e poi con Nate farà scattare un meccanismo terribile e feroce, scatenando una spirale di violenza e di cieca vendetta, il cui culmine è un vero e proprio pugno nello stomaco dello spettatore.

Non ci sono insegnamenti, denunce o lezioni da imparare nel film di Simon Rumley, come pellicole di altri registri bordeline come Todd Solondz o Larry Clark ci viene mostrata la storia di gente comune che, come la cronaca nera quotidiana ci propina, d’un tratto si trasformano in qualcosa che nessuno avrebbe immaginato. Qualcuno lo ha già paragonato a film come Audition di Miike e Symphaty for Mr (e Mrs.) Vengeance di Park Chan-wook ma, a parte la sete di vendetta che diventa cieca violenza, siamo su tutt’altro genere: questa è Austin – Texas, e le cose non funzionano proprio come in Giappone o in Corea del Sud.

Red White & Blu è un film duro, drammatico e terribilmente feroce nella spirale di violenza che si innesca alla fine, forse troppo… (Estratto della recensione di splattercontainer)

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WHITE LIGHTNIN’

La sregolata e difficile vita di Jesco White, talentuoso ballerino dei monti appalachi, è stata oggetto di documentari e produzioni televisive. “White Lightnin’” è la trasposizione cinematografica delle gesta di Jesco e miscela in sé cenni autobiografici ed allucinate visioni, tanto da valicare ben presto il confine fra realtà e finzione e descrivere, nella sua folle parabola discendente, l’orrore ed il disgregamento della società americana. Nella fattispecie quella montanara, profondamente povera, ignorante e violenta del sud-ovest degli Stati Uniti, durante gli anni ’60.

Jesco dimostra sin da bambino pesanti squilibri emotivi nonché attrazione verso le più disparate droghe, dallo sniffo delle esalazioni di benzina fino all’eroina. Passa la sua gioventù fra riformatori, vita di strada e persino manicomi, in preda ad un profondo tormento interiore che spesso esplode con scatti d’ira distruttiva. Il padre cerca di aiutarlo ed essendo questi un ballerino apprezzato, che si esibisce in molti locali del posto, cerca proprio attraverso il ballo di convogliare tutte le energie del figlio e di fargli scaricare il male che ha dentro. E Jesco dimostra un talento straordinario. Quando la felicità sembra qualcosa di più di un miraggio, complice anche l’amore con una donna molto più grande di lui (una straordinaria ed irriconoscibile Carrie Fisher), arriva l’atroce uccisione del padre a sconvolgere definitivamente il suo precario equilibrio mentale. Jesco non riesce più a gestire i “demoni” che ha dentro e l’allucinata spirale di autodistruzione e vendetta non avrà freni…

Straordinario piccolo film indipendente, realizzato in 16mm dall’esordiente Dominic Murphy, che attraverso l’utilizzo di un bianco e nero sgranato ed una narrazione sincopata e visionaria, trasporta lo spettatore in una dimensione di sofferenza, depressione con grande trasporto emotivo. In “White Lightnin’” c’è il dramma, c’è il documentario, c’è l’orrore viscerale, c’è il sangue nerissimo, c’è l’alcool a fiumi, c’è la musica rockabilly che si muove fra note scanzonate e frastuono assordante. C’è l’incredibile prestazione di Edward Hogg, nei panni dello spiritato Jesco, in precario equilibrio fra recitazione ed autentica follia.

Senza concedere respiro, il film ci immerge in ambientazioni laide, fra individui abbrutiti dai vizi e dalla sofferenza, in una società primitiva che partorisce e cresce i suoi mostri grazie alla violenza e all’incomunicabilità. Apparentemente trasandato, in realtà profondamente meticoloso nella messa in scena e nella ricerca sia dell’impatto visivo realistico che di quello grottesco, “White Lightnin’” si rivela opera di grande spessore e profondità, assolutamente da vedere (e rivedere), nonostante si tratti di una pellicola estremamente dura e non adatta agli spettatori più sensibili. ( recensione pubblicata da alexvisani.com)


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