9 Dicembre


DOMENICA UNCUT – DOMENICA 9 DICEMBRE

 

 

Ore 18:30

LA MORTE HA FATTO L’UOVO

(Giulio Questi 1968)

***

Ore 21:00

ARCANA

(Giulio Questi, 1972)

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PROIEZIONI GRATUITE

Presso:
KINESIS via G. Carducci N.3
Tradate (Varese)
http://kinesistradate.wordpress.com/

DOMENICA UNCUT:
https://domenicauncut.wordpress.com/

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LA MORTE HA FATTO L’UOVO

Secondo film di Giulio Questi: un giallo anarchico, destrutturato e arricchito di nuove forme.

Tutte le opere di Giulio Questi sono difficilmente catalogabili: il genere è un dettaglio, una forzatura, che al maestro va stretta sin dagli inizi. Ne La morte ha fatto l’uovo, salta ogni schema e punto di riferimento per lo spettatore: l’immagine e la struttura narrativa camminano su strade parallele e, proprio quando sembrano toccarsi, è l’intervento di montaggio a separarle. Il montatore (e sceneggiatore) Franco Arcalli, più che al raccordo pensa, infatti, al contrasto: un assemblaggio strampalato di elementi diversi, apparentemente scollegati l’uno dall’altro, che così combinati riacquistano un senso e una nuova dimensione.

Ritorna prepotente, anche in quest’opera, un certo gusto dell’orrido (violenza e forzatura visiva), un elemento tipico che ricorre nella filmografia di Questi quasi fosse un’ossessione: i polli geneticamente modificati, senza ali e senza testa, brancolano come storpi in balia degli eventi, lasciando addosso una sensazione di piacevole ribrezzo. Fa da sfondo una scena mutevole, che si tinge di una vena pop straniante, pienamente anni ’60: niente più registro unico ma continui cambi cromatici accompagnano numerose e ossessive incursioni pubblicitarie che rimandano al consumismo imperante (in maniera quasi profetica Questi parla già di OGM) e alla politica arraffona, tipicamente italiana. Originale e fortemente sperimentale anche la colonna sonora – composta dalle musiche di Bruno Maderna – che accompagna per mano i personaggi del film, in ogni loro movimento, calcando fino allo stremo ogni singolo crescendo narrativo.

Gulio Questi regala al cinema ‘uno sguardo d’autore’ originale e spiazzante, che potremmo comodamente inserire al fianco di Marco Ferreri. Una carriera di visioni estreme, contrastata dalla presenza ingombrante della censura e mai pienamente riconosciuta.

(Alessandra Sciamanna, estratto della recensione di www.bizzarrocinema.it)

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ARCANA

Incatalogabile, sfuggevole e pienamente fuori dai generi; disarmante per la sua immediatezza visiva

Arcana è il terzo (e ultimo) lungometraggio del maestro Giulio Questi, un’opera ancora una volta sperimentale e spiazzante – forse la più “sbottonata” di tutte – che sottolinea, in modo sempre più evidente, la libertà espressiva di un regista insofferente alle regole e ai generi preconfezionati.

La signora Tarantino, affascinante vedova meridionale, emigra a Milano con suo figlio. Si guadagna da vivere facendo la medium e leggendo le carte ma, in realtà, non possiede alcun potere paranormale. Suo figlio, invece, è dotato di poteri spaventosi, ma ancora non é in grado di dominarli: è infatti un pericolo annunciato per chiunque lo avvicini. Tra le “vittime” prescelte, c’è Marisa, bella e ingenua ragazza che subirà tutti i desideri e tutte le volontà del giovane. Sullo sfondo, una Milano insolita, a tratti surreale, a tratti spaventosamente realistica.

Arcana è un’esplosione di immagini forti e spiazzanti, sorrette da un impianto narrativo originale, pregno di temi spinosi e quanto mai attuali. Il complesso di Edipo, l’incontro/scontro (violento e malato) tra genitore e figlio, sono tutte questioni che, Giulio Questi, pone senza remore al centro della vicenda; ma lo fa in maniera tutt’altro che brusca, “solleticando” quel tanto che basta per scuotere e disarmare. Il film è composto da una serie interminabile di momenti cult e scene di indiscutibile impatto visivo. Le sedute spiritiche, ad esempio, realizzate dalla medium Lucia Bosé – magnetica e sempre sopra le righe – sono curate in ogni minimo dettaglio: dalla fotografia, tetra e affascinante, alla regia, spasmodica e irrequieta, proprio come i soggetti che intende filmare. Vi sono poi diversi momenti che oscillano tra il surreale e l’onirico, come il singolare esorcismo, palesato attraverso la fuoriuscita di numerose rane dalla bocca degli invasati, e il rapporto/violenza sessuale tra il figlio della Tarantino e la giovane ragazza.

Sicuramente un’opera difficile, nel senso più alto del termine, che cattura sguardo, mente e corpo, e che non lascia via di fuga sin dalle prime battute. Un film incatalogabile, sfuggevole e pienamente fuori dai generi, che disarma soprattutto per la sua immediatezza visiva.

Cinema allo stato puro.

(Alessandra Sciamanna. Recensione di www.bizzarrocinema.it)

Una Risposta

  1. Grandissime proposte. Arcana è stupendo.

    6 dicembre 2012 alle 10:11 AM

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